In Patrum memoriam

Relazione: 

Piano dei Tocci 2675 m

In Patrum Memoriam - parete Est

Primi Salitori:  Giacomo Romano Marco Pettenò 22/09/2013

Difficoltà: dal IV al VI+ 

Sviluppo: 230 m circa

Roccia: ottima, breve tratto friabile al quarto tiro

Ore: 3/4

Materiale: Normale attrezzatura alpinistica + friends dal 0.3 al 3 (Black Diamond) + 4/5 chiodi

Avvicinamento:  Raggiungere il rifugio Fonda Savio, 2316 m, in circa un ‘ora da Misurina; segn. 115. Proseguire successivamente in direzione Forcella del Nevaio, lungo il sentiero 112. Salire quindi all'attacco deviando in direzione della parete del Est del Pianoro dei Tocci; esso si trova 30m a sinistra dell'attacco della Quinz, Hirschland, Kraus; leggermente sopraelevato rispetto al ghiaione. La sosta di partenza è su un chiodo (con cordone arancione ) al di sopra di un terrazzino. (15 min dal rifugio, 1h e 30 dal parcheggio in fondovalle)

Via:

L1- Dalla sosta spostarsi verso destra per 2m.  Da qui seguire una fessura strapiombante tendente a sinistra (clessidra). Proseguire sempre nella fessura/diedro obliqua da destra verso sinistra (dado incastrato + clessidre con cordino). Giungere infine su un terrazzino con clessidra con cordone dove si sosta.  40 m     IV+/V

L2- Cercando i punti più deboli, risalire la sovrastante placca tenendosi inizialmente sulla sinistra (usati 4 friends medio/piccoli). Il tiro termina poco sopra la placca, su un terrazzino alla base di un evidente diedro.  Sosta su clessidra con cordone blu   25 m      V+/VI

L3- Scalare L'evidente diedro fino ad un terrazzino (usati friends medio-grandi nel diedro). Dritti poi per parete nera articolata (2 cordini) si raggiunge uno spuntone. Da qui proseguire su dritti fino ad un terrazzino posto a destra degli evidenti strapiombi gialli. Sosta su spuntone con cordone.   45 m    IV+/ pp V

L4- Dalla sosta seguire la rampa tendendo leggermente a sinistra; si giunge ad un chiodo posto alla base di alcuni strapiombetti che andranno affrontati direttamente (1 cordino su clessidra + 1 chiodo alla base degli strapiombi). Spostarsi successivamente a destra, verso un largo camino che andrà risalito sulla parete sinistra per poi giungere, tramite roccette friabili, sempre verso sinistra, ad una propaggine grigio/gialla ove si rinviene la sosta formata da due chiodi con cordone.    50 m      IV+/V

L5- Risalire direttamente la propaggine fino a giungere all'evidente parete gialla strapiombante solcata da colatoi neri. Risalire il colatoio centrale (tratto chiave! non protetto) e, una volta usciti dallo strapiombo si rinviene un cordino blu su spuntone (eventuale sosta). Continuare poi sempre verso l'alto fino a giungere a due spuntoni ove si sosta (non sono presenti cordini).    50 m     IV+  con 3/4 m di VI/VI+  continuo sul colatoio nero strapiombante.

vi sono poi altri 20 m fino al raggiungimento della cima.

Discesa:  Dalla vetta, verso nord, si segue in discesa la cresta.  Si oltrepassa l'ultima sosta del Diedro Quinz e di li a poco per tracce di sentiero, si giunge ad una forcelletta. Continuare in direzione ovest seguendo sempre gli ometti immettendosi infine nel versante est, dove vi è la presenza di un ripido canale. Di qui scendere per 15 m verso sinistra tramite una rampa (II) alla fine della quale iniziano le tre doppie: 22m, 20m, 25m. Di qui proseguire leggermente verso destra (faccia a valle) e poi per ghiaioni arrivare al sentiero. circa 40 min.

Difficoltà: 
IV VI+
Sviluppo: 
230 m
Autore: 
Marco Pettenò Giacomo Romano
Fonte: 
Marco Pettenò
Foto: 
Anno: 
2013-09-22 00:00:00

Commenti

bravi fradei!

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